L’inferno sono le bolle. Vol 2
Eccoci al secondo appuntamento mensile con la nostra selezione di articoli/approfondimenti/saggi o videosaggi prodotti in Italia, il nostro contributo patriottico alla crescita dell’ecosistema videoludico NAZIONALE!
Iniziamo con quello che, purtroppo, rimarrà l’argomento di cronaca più caldo per i prossimi anni: Donald Trump. In questo bell’articolo, Lorena Rao, parte dal recente “tributo” ad Halo del presidente più arancione che c’è, per ricostruire come la pubblicistica videoludica si sia spesso intrecciata con la propaganda presidenziale negli USA.
Perché adesso Donald Trump ha deciso di fare il cosplay: è la fine della “console war” – Lorena Rao Link all’articolo

Citato nell’articolo, merita di essere riportato anche il pezzo di Elisabetta Rosso, su un caso forse ancora più eclatante: un video in stile Pokémon pubblicato dal dipartimento antiimmigrazione. Ebbene sì, avete capito bene: Gotta Gacha ‘em All!
Il governo Usa trasforma i raid contro gli immigrati in un gioco dei Pokémon
Elisabetta Rosso

Se è vero che il connubio tra la destra, fascismo, machismo e videogiochi è ancora saldo nonostante i fiumi di analisi profusi in questi anni, è vero anche i giochi con un’indole critica e sovversiva non mancano. Grazie a un articolo di qualche anno fa di Giuseppe Colaneri, ricordiamo l’uscita del secondo del reboot di uno dei franchise più importanti del settore: Wolfenstein, che uscì durante la prima presidenza Trump a ricordarci quanto è bello combattere il nazismo e liberare gli Stati Uniti.
Wolfenstein II: The New Colossus schiaffeggia il toupée di Trump – Giuseppe Colaneri Link all’articolo

Gli FPS sono sempre stati l’ambito in cui sono nati la maggior parte dei pomi della discordia tra videogame e opinione pubblica. Qualche anno fa, una neonata compagnia di sviluppo, come opera prima decise di entrare a gamba tesa e promise uno sparatutto iperrealistico su un evento ancora fresco nella memoria di molti, sfruttato già a piene mani per la propaganda di uno dei peggiori disastri della storia recente. Parliamo della guerra in Iraq e della battaglia di Fallujah. In questo articolo, di un paio di anni fa, Gennaro Sariano ci porta a scoprire il titolo nelle sue prime fasi di sviluppo. Bisogna sottolineare come dall’epoca il gioco abbia avuto degli aggiornamenti anche se pare rimasto incagliato nelle secche dell’early access ( come spesso accade ormai ). L’articolo però offre ancora degli spunti validissimi per inquadrare i temi che un titolo del genere comporta.
Six Days in Fallujah e la guerra che non c’è – Gennaro Saraino Link all’articolo

Cambiamo registro ma rimaniamo in tema guerra. Se c’è una saga che ha saputo, più di tutte, ballare sul filo che connette la critica alla belligeranza con la sua esaltazione, quella è Metal Gear. Ci affidiamo a uno dei maggiori cultori dell’opera di Kojima, Andrea Sorichetti, per vedere come è andato quest tenativo di remake del terzo titolo della saga, da poco uscito, che si propone con un duplice scopo: preservazione e nuovo punto di ingresso nella saga per i nuovi utenti
Metal Gear Solid Delta. Snake Eater – Andrea Sorichetti

Infine, concludiamo con alcuni dei nostri consigli sparsi per gli acquisti preferiti, quelli di Matteo Lupetti. Visto che siamo gente up to date, vi riportiamo quelli dei titoli in uscita in autunno, tanto lo sappiamo che non c’avete tempo e già è tanto se vi riuscite a fare un partita a Mario Kart la sera dopocena.
Un videogioco per attendere la fine del mondo (e altri nuovi titoli) – Matteo Lupetti



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