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L’inferno sono le bolle. Vol 7 – SPECIALE CINEMA II – IL RITORNO !

Eccoci quì dopo solo un mese a ritornare a parlare di videogiochi e cinema, delle loro influenze reciproche ma sopratutto a stravolgere completamente il formato che avevo incredibilmente mantenuto per 6 mesi. Pensare di affrontare l’argomento in maniera esaustiva comporterebbe parlare praticamente di tutta la storia videoludica, o quasi, e di un bel pezzo di quella cinematografica, almeno degli ultimi anni, cosa ovviamente fuori dalle nostre possibilità. Cerchiamo quindi di dare un taglio preciso e limitato alla questione, partendo dal video saggio di Patrick Williams

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L’inferno sono le bolle. Vol 6 – SPECIALE CINEMA

Apriamo le finestre della cross medialità e facciamo entrare aria nuova ! Torna la nostra rubrica contro le bolle e contro gli orizzonti ristretti. Oggi prima, ma non certo ultima, puntata in cui si parlerò di Cinema e Videogiochi, con un focus importante su Sam Barlow, Immortality ma anche i fumetti, Nolan e la Nouvelle Vague .
Questa volta ringraziamo una variopinta compagine: Francesco Toniolo, Stefano Besi, ArteSettima, Gli Spietati e Fabio Bonetti

Overanalyzing is a form of play

We contacted an internet column dedicated to game design, The Game Overanalyzer, to discuss gaming and its relationship with us, to try to understand whether analyzing and exploring games in depth is a form of love for gaming or a form of playing itself.

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L’inferno sono le bolle. Vol 5

Febbraio può essere un mese molto divertente, ma anche molto deprimente, in bilico fra un’inverno che non passa e una primavera che si fa attendere. Ma Febbraio è anche il mese dove viene pubblicata la quinta puntata della nostra rubrica, ormai la più attesa dell’etere, dedicata agli articoli più interessanti del panorama videoludico italiano. Oggi si parla di VR e di tanti giochi bellissimi e oggi ringraziamo: Alessandro Redaelli, Lorenzo Fantoni, Vanni Santoni, Marina Pierri e Pia Colucci

foto di una mappa d'epoca con fiumi, rilievi e nomi di luoghi

Il Leviatano dei grand strategy

La mia passione per i titoli strategici e per i grand strategy si è sviluppata in un periodo molto specifico della mia vita e della storia del mondo: la fine della “fine della storia”, per come si era palesata durante l’anno del Signore 2001. Non parlo solo dei super-citati attentati al World Trade Center e al Pentagono (che pure, per carità…) ma della combinazione tra i fatti di Napoli (marzo), di Genova (luglio) e poi effettivamente di New York e Washington D.C. (settembre). Furono fatti che ci dissero molto del futuro, moltissimo del presente e che ci aprirono uno spiraglio sul passato: il terrorismo come tema della Ragion di Stato, come ritorno del nemico interno – come problema di salute pubblica e dunque di polizia. Ci dissero soprattutto moltissimo della fine di un mondo basato sulla cooperazione e sull’apertura. Direi che dopo 25 anni che gioco a titoli grand strategy (ho cominciato col primo Europa Universalis e con Shogun: Total War) qualche riflessione l’ho fatta, al netto delle recenti polemiche sull’articolo del Post. Perché Crusader Kings II è un simbolo alt-right? Partirei da alcuni temi di base: anzitutto, la questione non è se un titolo come Crusader Kings II sia un gioco fascista, quanto piuttosto interrogarsi sul modo in cui la struttura di un gioco del genere consenta una lettura fascista o alt-right, in che modo cioè la struttura del gioco si innesta in un contesto più vasto, che fa reagire alcuni elementi ludici con gli elementi extraludici.

Outer Wilds copertina

Affrontare l’Apocalisse con Outer Wilds

Outer Wilds non è solo uno dei migliori videogiochi mai progettati, ma è anche un videogioco che inquadra perfettamente uno dei problemi più pressanti del nostro tempo: come si affronta l’Apocalisse ?

Mondi che finiscono e un design che con la sua semplicità esprime un potere raramente visto nell’industria . Un “capolavoro” è un gioco che non solo intrattiene e interessa, ma è anche un gioco di cui se ne può fare un grande “uso” . Questa è un po’ la nostra proposta, un “utile” punto di vista per guardare Outer Wilds.

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L’inferno sono le bolle. Vol 4

Anche a Gennaio, incredibilmente, torna la zattera che vi lanciamo amorevolemente per darvi un attimo di riposo dall’ alluvione di notizie in bilico tra l’orribile e l’incredibile, al quale siamo tutti soggetti quotidianamente.

Torna la nostra rubrica dedicata a quanto di più interessante si scriva in Italia sul videogioco. Oggi puntata monotematica, speciale dedicato al Calcio, per la quale ringraziamO:
Gilles Nicoli, Gianni Mancini, Giulia Martino, Matteo Lupetti, Marco Trombetta, Ioannis Largo e due anonimi autori di Vice e RollingStones Italia.

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L’inferno sono le bolle. Vol 3

Terzo appuntamento con la nostra selezione mensile di articoli/approfondimenti/saggi e videosaggi, prodotti in Italia, circa l’arte e il mestiere videoludico e dintorni. 

Questo mese puntata corposa, perchè ci sono le vacanze e perché sappiamo che avete bisogno di qualcosa che vi tenga lontani dalla tentazione di condividere i vostri segreti più intimi con zio Peppino durante una delle tante cene festive ma che, al contempo, vi dia anche la scusa per evitare di bestemmiare per cercare di completare Silksong. E’ pur sempre Natale !

Per questa puntata ringraziamo: Nicola Zolin, Francesco Tanzillo, Stefano Caselli, Francesco Toniolo, Il Dottr Pira e Telekenobit, Marco Benoit Carbone

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L’inferno sono le bolle. Vol 2

Eccoci al secondo appuntamento mensile con la nostra selezione di articoli/approfondimenti/saggi o videosaggi prodotti in Italia, il nostro contributo patriottico alla crescita dell’ecosistema videoludico NAZIONALE! 
Per questa puntata ringraziamo: Lorena Rao, Elisabetta Rosso, Gennario Saraino, Andrea Sorichetti e Matteo Lupetti

Pokémon Infinite Fusion e il risveglio della Belva

Prima puntata della nostra indagine sulle storie di gioco intorno al gioco. Questa è la storia del nostro amico Kelith e di Pokémon Infinite Fusion. Una storia bellissima, di passione per la tecnologia, passione creativa ma anche resistenza ai processi meccanici, di conflitto tra automatismo e immaginazione, di comunità e famiglia, di differenza tra tempo libero e tempo liberato, di divertimento attraverso la ricerca della massima applicazione. È una grande storia di vita e di come dovrebbe sempre essere.