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L’inferno sono le bolle. Vol 4

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L’inferno sono le bolle. Vol 4

Le vacanze sono finite e gennaio può essere un mese pesante, almeno per chi non ha presidenti stranieri da arrestare né conquiste artiche che tirino su il morale. Ma per fortuna ci siamo noi, con la nostra newsletter su ciò che di più interessante si dice in Italia sul mondo del videogiuoco (e del giuoco in generale). Eccoci pronti a trasmettervi la stessa gioia di una tombola o di un cotechino fuori stagione.

Questo mese ricominciamo soft, con un piccolo speciale dedicato al calcio, forse l’esempio novecentesco più lampante di quanto il gioco sia cultura in senso ampio e profondo.

Iniziamo con la nostalgia, segno dei tempi, ma anche con la bellezza. Una bella intervista realizzata da Gilles Nicoli all’autore di un libro della fantastica Bitmap Books, uscito nel 2024, e dedicato proprio al calcio.

A Tale of Two Halves, intervista a Richard Moss – Gilles Nicoli
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I videogiochi sportivi, e quelli di calcio in particolare, sono spesso chiamati sul banco d’accusa per essere esempi di inerzia e pigrizia nello sviluppo. Quindi vogliamo dedicare una piccola finestra speciale su due titoli che affrontano il calcio da una prospettiva poco “istituzionale”, alla ricerca dell’autenticità.

Iniziamo con Gianni Mancini e Despelote, avventura grafica ambientata in Ecuador che l’autore del pezzo cerca di inquadrare dal punto di vista degli strumenti retorico-ludici utilizzati, mettendo in correlazione il gioco con altre forme di racconto.

Il narratore inaffidabile e il cinéma vérité in despelote – Gianni Mancini

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Continuiamo con Giulia Martino, che ci parla sempre di despelote ma questa volta cercando di tessere la rete dei rapporti esistenziali che dal titolo emergono. E poi diciamolo… un articolo che inizia con una citazione di Adriano (l’imperatore, quello vero) non potevamo non inserirlo.

DESPELOTE, Il pallone è uscito fuori dallo stadio – Giulia Martino
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Con il secondo titolo, ci connettiamo anche al tema dei nostri seminari di quest’anno, dedicati al mondo dello sviluppo in Italia, e accendiamo i riflettori su un gioco nostrano di qualche anno più vecchio, a tema calcistico ma di sicuro non convenzionale: Football Drama

Football Drama: la parte romantica del calcio

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Per approfondire vi lasciamo a questa intervista di Matteo Lupetti a Pietro Polsinelli, “scrittore” del videogioco, che ci parla della bellezza e della difficoltà di portare il romanzo sportivo in forma di videogioco e del tentativo di mettere in primo piano il valore antropologico del calcio.

Football Drama, il videogioco dedicato al calcio – Matteo Lupetti

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Lasciamo l’ambito delle uscite e dei consigli per gli acquisti, per addentrarci là dove vita e gioco si mischiano dando forma a effetti sfavillanti. Uno degli esempi di amore e abnegazione più lampanti che il nostro paese abbia mai prodotto: il “Super Botto”, ovvero la partita durata 14 anni a Premier Manager ’99.

Qui l’intervista con gli autori dell’impresa conclusasi qualche anno fa:

I due italiani che giocano alla stessa partita di Premier Manager ’99 da 14 anni
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E dai lidi di Premier Manager passiamo al punto di riferimento del genere gestionale, Football Manager, che per molti della mia generazione ha rappresentato ben più di un videogioco e che ancora oggi è praticamente uno stile di vita. Non c’è millennial appassionato di calcio che, a sentire il nome di Maxim Tsigalko, non abbia un brivido e, dopo aver conosciuto anche la sua vera tragica storia, riesca a evitare di versare una lacrima.

Maxim Tsigalko, lo sconosciuto diventato Leggenda grazie a Football Manager – Marco Trombetta

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Lasciatemi concludere con una nota emotiva personale: se il calcio è amore in forma di cuoio, terra, scivolate e rovesciate, allora non possiamo tenere fuori uno dei prodotti culturali che meglio ha saputo esprime la visione che un appassionato di calcio ha di questo sport: Holly & Benji (o Captain Tsubasa, se preferite). Qui un articolo sulla vecchissima generazione di giochi per SNES e SEGA, una vera perla per gli appassionati.

Captain Tsubasa — L’era Tecmo (1988–1994) – Ioannis Largo

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