L’inferno sono le bolle. Vol 3
Terzo appuntamento con la nostra selezione mensile di articoli/approfondimenti/saggi e videosaggi, prodotti in Italia, circa l’arte e il mestiere videoludico e dintorni.
Questo mese puntata corposa, perchè ci sono le vacanze e perché sappiamo che avete bisogno di qualcosa che vi tenga lontani dalla tentazione di condividere i vostri segreti più intimi con zio Peppino durante una delle tante cene festive ma che, al contempo, vi dia anche la scusa per evitare di bestemmiare per cercare di completare Silksong. E’ pur sempre Natale !
Avevamo già parlato di Xenogear, citando, nella prima puntata di questa rubrica, la bella retrospettiva apparsa su Final Round. Ci ritorniamo con un secondo articolo, a firma di Nicola Zolin, molto interessante perchè colloca il titolo nel panorama interpretativo del digimodernismo, una delle tante varianti del post-modernismo in salsa digitale.
Xenogears e la complessità come strumento immaginifico – Nicola Zolin

Continuiamo quindi sul tema della crisi della post-modernità, allargando un po’ lo sguardo anche al Sol levante grazie a Francesco Tanzillo. Molto bella la sua riflessione sull’opera di Hiroki Azuma e il suo studio sul fenomeno ”Otaku”. Azuma è uno degli studiosi che ha capito l’importanza di cambiare prospettiva sulla “sottocultura” che forse meglio esprime il cambio di paradigma culuturale negli anni 90. La sua opera è riuscita ad attraversare i confini del giappone grazie soprattutto alla definizione felice di “animale accumuladati” che ancora oggi risulta essere uno strumento molto utile per interpretare il nostro frastagliato presente
Otaku – L’animale postmoderno – Francesco Tanzillo

Quando si parla di otaku, non si possono evitare due termini centrali che aiutano a disegnare il perimetro di tanti spunti problematici: l’estetica moe e le dinamiche gacha. Nel paper che vi riportiamo, Stefano Caselli e Francesco Toniolo usano questi due e l’analisi del gioco mobile Azur Lane, per parlare delle interferenze e degli effetti sull’immaginario di alcuni particolari utilizzi del fantasy pseudostorico. Non è un articolo ma un testo accademico, però un po’ di accademia non fa mai male, neanche ai videogiochi.
Sposare una Z23: feticizzazione del passato e antropomorfismo moe a sfondo storico nel videogioco Stefano CASELLI, Francesco TONIOLO

Per approfondire il discorso estetico chiediamo aiuto a un esperto: il Dott. Pira. Il maestro italiano dell’ heta-uma da un paio d’anni, porta avanti un suo progetto di ricerca/divulgazione sull’arte e la sua storia, ospitato dagli spazi di TeleKenobit. Vi riportiamo una puntata speciale, dedicata al rapporto tra l’arte grafica tipica dei giochi degli anni ‘80, sopratutto quelli legati alla scena dei Microcomputers, e l’arte primitiva o l’art brut più in generale. Se siete stanchi di pseudo realismo o del cartoon indie glam e avete voglia di vedere qualche cammello mutante, questo è il video che fa per voi.
Dottor Pira presenta JONATHAN: DIMENSIONE ÆSTHET� – Kenobisboch Productions
Concludiamo con una succosa preview su quello che sarà il tema del nostro seminario per il prossimo anno. Vi riportiamo un estratto dal libro “Il videogioco in Italia” di Marco Benoit Carbone e Riccardo Fassone. Si tratta della storia della Simulmondo, una delle prime software house italiane, e dei suoi inizi avventurosi e un po’ pirateschi.
L’Italia del Simulmondo – Marco Benoît Carbone



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